I Semi dell'Orchidea
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I Semi dell'Orchidea  |  Realtà 3 - La Città dell'Orchidea  |  La Locanda del Golfo Mistico (Moderator: sinuko)  |  Topic: Chiunque pronuncerà il mio nome Advanced search
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Locked Topic Topic: Chiunque pronuncerà il mio nome  (Read 3326 times)
Absu Blacklies
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« on: 16 November 2008, 13:40:42 »

La superficie dell'acqua nel catino si increspa leggermente.
Una nebbia opalescente sembra crescere dal fondo del catino stesso, turbina lentamente sino a formare delle sagome ectoplasmatiche.

Dall'angolo buio accanto alla porta della piccola stanza dove Noctifer giace, l'oscurità si coagula intorno alla figura elegante di un uomo.
Egli si avvicina con passi leggeri all'incantesimo, guarda la superfice con un sorriso appena accennato poi alza la testa verso il Sire Tenebroso.
Con voce bassa e profonda si rivolge a lui:

<< Noctifer, qualcosa sta succedendo.
Nessuno ha pronunciato il tuo nome ma le parole usate hanno danzato intorno ad esso sfiorandolo appena.>>

E riabbassa la testa per osservare meglio la superfice dell'acqua.

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Noctifer
Sire Tenebroso
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« Reply #1 on: 16 November 2008, 13:50:22 »

Noctifer si alza lentamente dal suo giaciglio, quasi con sofferenza, con dolore.
Si avvicina a sua volta al catino per osservare il vaticinio dell'incantesimo.

Le immagini sono poco di più che fantasmi evanescenti, appaiono e scompaiono come spazzate dal vento.
Una figura inginocchiata, irriconoscibile, forse è in un bosco, si percepiscono delle voci possenti come il ruggito degli elementi ma nessuna parola può essere colta.

Un'ombra di rabbia si disegna sul viso imperscrutabile di Noctifer.
la sua voce è poco di più di un sussurro tagliente.

<< Dannazione, non riesco a cogliere parole od immagini ma credo di sapere di chi si tratti.>>
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Absu Blacklies
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« Reply #2 on: 16 November 2008, 14:04:18 »

<< Il loro potere è immenso e l'incantesimo non può fare molto di più perchè il tuo nome non è stato pronunciato.>>

Poi le immagini si spezzano in mille frammenti gelatinosi che vorticano a lungo mossi dal potere della magia.
Si cercano fino a trovarsi per formare un'immagine nitida e precisa.
Un albero antico, oramai morto, appoggiato al suo tronco un uomo con la testa abbassata, nella mano sinistra tiene una lettera che sbatte al vento.
Di fronte a lui, altre due figure.
Una sembra vecchia, consumata, corrotta, non lo guarda, scruta l'orizzonte ma i suoi occhi, pieni di dolore, sembrano persi nell'infinito.
La seconda è più vicina all'uomo seduto, il viso deturpato da emozioni contrastanti, rabbia, ironia, attesa, ha gli occhi di un folle, le mani bruciate.
Sembra consumato da un potere più grande di lui.

Absu alza la testa per guardare Noctifer, è leggermente confuso.
Il Sire muove appena le labbra pronunciando un nome. 

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Noctifer
Sire Tenebroso
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« Reply #3 on: 16 November 2008, 14:14:02 »

<< Sinuko. >>

Noctifer osserva le nuove immagini che l'incantesimo gli dona.
Si rivolge al suo servitore sul cui viso legge mille domande.

<< Conosco quelle tre persone, una mi è molto cara, egli è mio fratello Sinuko, il Traditore di se stesso.
Conosco anche gli altri due, li conosco molto bene.
Quello seduto è Kruezak, un rettile che avrei dovuto schiacciare molto tempo fa, l'altro è Eshmir ed è un mistero anche per me. >>

Rimane in silenzio a lungo a meditare ciò che ha visto.

<< Ma adesso sono le prime immagini che mi preoccupano>>
Si siede alla piccola scrivania accanto al letto e verga velocemente delle parole su una pergamena, la chiude, vi versa sopra della preziosa cera nera fondendola con la fiamma della candela e la sigilla con l'anello della mano destra.

<< Vai Absu, porta il mio messaggio alla locanda di lady Doro.
Fai presto, il tempo è prezioso.>>

Aspetta che Absu sia uscito poi gira lo sguardo verso la finestra.

Lui si è mosso.
La guerra ha aperto gli occhi.
 
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Noctifer
Sire Tenebroso
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« Reply #4 on: 21 November 2008, 14:07:23 »

Il suo nome esplode nell'incantesimo con violenza inaudita.
Le immagini sembrano quasi scolpire l'acqua, colori feroci.

Verde antico, il nero, pietra, blu notte, argento.

Lo vede.
Gli occhi persi in un sogno, la visione di un futuro deve il suo popolo potrà vivere in pace.
Le tre betulle.
La presenza ossessiva di un Dio nel vento, nelle foglie, nei sussurri.
Il popolo degli Elfi, navi, lanterne, seta e lame.

<<Per questo il Sire Tenebroso deve morire.>>

La sua voce, ferma, scolpisce i suoni nella pietra.
La sua voce è pietra.
Anch'essa ha un colore, vibra all'unisono col verde antico degli elementi, il buio ancestrale di certi luoghi oscuri dove i segreti possono giacere in pace.
Eppure, negli occhi, un sogno.

Lord Noctifer sorride snudando i denti.
<<Non ti preoccupare, golem.
Darò loro il mio benvenuto.
Riserverò loro tutto il mio veleno.>>
 
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Aton
Dio della Luce Nera
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« Reply #5 on: 15 March 2009, 17:13:33 »

Il silenzio, un silenzio che sussurra segreti a chi sa ascoltare, è infranto dalla voce, un cupo lamento metallico che non ha niente di umano.

<< Lord Noctifer, mio Signore, voi che avete preso il feretro della mia sconfitta e l'avete trasformato in un teatro di incubi, che avete preso il mio sangue e ne avete fatto cenere, che avete sigillato i miei occhi con le vostre mani e poi li avete costretti ad aprirsi per scoprire un mondo di dolore, Voi, il cui sangue io ho bruciato e che adesso brucia dentro di me, per sempre, Voi, che portate sulle mani le mie cicatrici come io le Vostre su tutto il mio essere, Voi che mi avete tolto alla Luce per darmi alla Tenebra, Voi che avete reso la mia forza debolezza, il mio coraggio paura, il mio orgoglio umiliazione, Vostra è la mia vita ed il mio nome ed i miei occhi per tutta l'eternità.

Lord Noctifer, mio Signore, io sento che qualcuno si avvicina, percorrendo le vie della Città, invisibile agli uomini. Ne sento l'odore, come un cane da caccia, ne odo i passi, come un gufo in attesa, la Tenebra che lo abbraccia mi svela il suo arrivo, eppure io non lo vedo.
La sua oscurità è più forte degli occhi di Aton, il Dio della Luce Nera, ed il suo volto è coperto da una maschera, e dietro quella maschera danzano i demoni della follia. Io lo sento, io lo sento, ma non lo vedo.

Lord Noctifer, mio Signore, mano ferita che mi impugna, datemi il comando che anelo, datemi l'ordine, liberatemi.
Lord Noctifer, comandatemi di uccidere colui che osa avvicinarsi a Voi. >>
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Erinykset
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« Reply #6 on: 15 March 2009, 17:28:55 »

Lontano, appena udibile, il pianto di un bambino. Terrorizzato. Inconsolabile.
Lo strano verso di un uccello notturno, come il lamento per l'amore perduto.
E parole d'ira, confuse, urlate. Forse una rissa in taverna, o un antico conto che viene finalmente saldato.

Vicino, lo scricchiolio delle scale di legno che portano alle stanze da letto.
Passi lenti, misurati.
Che si fermano davanti alla porta della stanza del Sire Tenebroso.

Poi la voce, resa inumana dalla pesante maschera di metallo.
<< Lord Noctifer. Ti devo parlare. >>

Una mano afferra il pomello e lentamente fa ruotare la porta sui cardini.
Nel corridoio, un'ombra dal volto di demone.
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Noctifer
Sire Tenebroso
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« Reply #7 on: 15 March 2009, 19:59:19 »

Noctifer ascolta senza emozione la voce potente di Amon.
I suo fiato profuma ancora dei venti solari.

Perché no?
Perché non lasciarlo fare?
Per saggiare di cosa è capace.


Ma poi percepisce qualcosa, il pianto di un bambino, il lamento di un essere notturno, parole di rabbia.
Segni dei quali bisogna tener conto.

Le assi del corridoio scricchiolano, i passi si fermano.
La voce è di metallo e follia.
Tutte le ombre della stanza si irrigidiscono, prendono sostanza, trattengono il braccio in attesa di ordini.
Ogni fonte di luce viene divorata.

E' il buio più antico quello che si spalancherà quando la porta avrà finito di girare sui cardini.

"Stai pronto" sussurra il Sire ad Aton e poi, con voce tranquilla, rivolto al visitatore:
"Vieni avanti straniero, Lord Noctifer ti parlerà."
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Erinykset
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« Reply #8 on: 22 March 2009, 15:17:05 »

Lo sconosciuto entra nella stanza buia, in silenzio, con un unico passo misurato.
Senza paura, senza arroganza, senza tensione.
Come se neanche si accorgesse delle tenebre che lo circondano, o non vi desse importanza.

Agli occhi di Lord Noctifer, per i quali l'oscurità è fonte di luce, lo straniero non appare alto nè possente di corporatura ed il suo corpo quasi scompare sotto la lunga veste scura, così che la maschera di ferro sembra levarsi nell'aria, come uno spettro.
Impossibile leggere il suo sguardo, impossibile vedere in che direzione puntino i suoi occhi.

<< E così tu sei Lord Noctifer, il Sire Tenebroso >>
La sua voce è come la sua maschera. Pesante. Metallica. Disumana.

<< Ti immaginavo più grande. Più terribile. Più.... tenebroso. >>
In qualche maniera, la voce riesce a mantenere il suo tono distaccato mentre si colora d'ironia.

<< E invece ti trovo in una camera d'albergo, seduto per terra, accanto ad una vecchia spada e ad una ciotola piena d'acqua. Nemmeno vino. Acqua.
Dove sono i tuoi servitori, Sire Tenebroso? Dove sono i tuoi eserciti? Come speri di vincere questa grande guerra che si avvicina, di cui nessuno parla ma che tutti temono come i cani e le galline temono i temporali?
Forse ho sbagliato a venire qui. Forse non sei tu quello che cerco. Io cercavo un dio oscuro, un Signore di nera potenza, un incubo fatto carne.
Qui vedo solo qualcuno che si prepara ad essere sconfitto. >>
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Noctifer
Sire Tenebroso
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« Reply #9 on: 22 March 2009, 19:36:23 »

Noctifer guarda lo straniero.
Lo studia, senza emozione, freddamente, a lungo.
Ogni tentacolo di oscurità sonda le profondità del potere dello straniero.
Il Piano delle Cose è spazzato dai venti di oscurità alla ricerca di strutture che portino il marchio della Maschera di ferro.


Poi, lentamente, sul viso si disegna una smorfia di divertimento.
"Ti aspettavi qualcun'altro, straniero?
Allora vuol dire che ho già cominciato a vincere.
Cerchi i miei servitori, straniero?
Non li troverai.
Saranno loro a trovare te.
Cerchi i miei eserciti ?
Non troverai nemmeno loro perchè non sapranno di combattere per me.
Vuoi cattedrali di ossidiana e lapislazzuli e templi rivestiti della pelle degli sconfitti, straniero?
Non ne avrai perchè lascio agli sciocchi i vuoti simboli di un potere che è destinato ad essere spazzato dal Tempo.
Quando io sorsi dall'oscurità più antica che si macchiava di vendetta, il Tempo non esisteva.
Ma forse tu ne sai qualcosa.
Straniero."

L'espressione del Sire Tenebroso torna ad essere imperscrutabile.

"Ma ora, ti prego, dimmi perchè sei qui.
O forse sei venuto solo per provocarmi?"
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Erinykset
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« Reply #10 on: 29 March 2009, 01:02:55 »


Il Piano delle Cose è la trama segreta del Creato.
Al suo interno, nella sua insondata vastità, tutto ciò che è o è stato o sarà deve mostrarsi con il suo vero volto.
Ciò che altrove oscura la vista (travestimenti, inganni e metamorfosi, e la semplice distanza ed ogni ostacolo fisico, ed anche il tempo stesso, che sottrae il passato e nasconde il futuro) non ha spazio nel Piano delle Cose.
Qui ogni cosa ed ogni persona rivela a chi la osservi (a chi la sappia osservare) la sua vera, intima natura, il suo ruolo negli eventi che il Fato mette in scena, le oblique connessioni con tutti coloro che con essa abbiano intrecciato la loro esistenza, la sua origine prima, il suo destino ultimo.
Il Piano delle Cose è il Libro del Destino, e nelle sue pagine infinite tutto è scritto e stabilito.
Tutto.

Eppure, Lord Noctifer non riesce a scorgere nella sua ricerca alcun segno della misteriosa creatura che gli sta di fronte.
I suoi emissari nel Piano delle Cose, i tentacoli del suo potere, tornano ululando la loro sconfitta, stringendo negli artigli solo vento e oscurità.
Lo straniero è sconosciuto al Piano delle Cose.
Un fantasma.


<< Parli bene, Lord Noctifer.
Ma magari le tue parole cercano solo di farti apparire più grande di quanto tu sia in realtà.
Chissà, forse potrei sconfiggerti, Lord Noctifer. Forse potrei persino ucciderti.
Che ne dici, vogliamo provare se davvero non hai bisogno di eserciti?

Ma no, tu hai ragione, Lord Noctifer. Non sono venuto qui per provocarti. O per ucciderti.
Sono venuto per parlare. >>


...eppure questo è impossibile.
Una creatura di potere lascia sempre, necessariamente, una scia nel Piano delle Cose.
C'è una sola possibile spiegazione: lo sconosciuto è riuscito a nascondere la sua presenza nel Piano delle Cose, a cancellare le sue tracce, a rendersi invisibile.
Per il Piano delle Cose, per il vero libro del destino, lo sconosciuto non esiste.
Anche nella migliore delle ipotesi, la mera quantità di energia, di puro potere necessario per portare a compimento un simile atto sarebbe al di là delle possibilità di molti di coloro che gli uomini chiamano dei.
E quale ineffabile motivazione può aver spinto lo sconosciuto a questo gesto?


<< Io so tutto di questa guerra che state preparando, tu ed il tuo avversario, della guerra più grande che si sia mai combattuta, verrebbe da credere.
E non me ne importa niente.
Trasformate la terra in cenere, spengete le stelle, inondate di sangue i cieli, distruggete l'universo intero, se potete!
A me non importa.
Io non ho bisogno né di voi né del vostro universo. >>


...ma ancora manca qualcosa.
Nessuno può sparire così completamente, così perfettamente.
Tutto è legato a tutto, nel Piano delle Cose.
Azione e reazione, vita e morte. Complicati equilibri, perfetti e delicati come tele di ragno, che non possono essere disturbati senza venirne deformati e collassare.
Quindi lo sconosciuto deve ancora essere presente nel Piano delle Cose, almeno come forza, come fattore, come elemento di un sistema.
Invisibile eppure capace (meglio: costretto, obbligato) ad influenzare il visibile.
Come un buco nero.

Lord Noctifer sguinzaglia di nuovo i suoi segugi.
Che adesso sanno cosa cercare.


<< Ma ho altri interessi, che voglio tutelare.
Forse potrei obbligarvi, Lord Noctifer, tu ed il tuo nemico, a tenervi lontani da ciò che mi interessa, ma preferisco stringere un accordo con te.
Quanto a colui che si fa chiamare Shatila, non ha il potere o l'intelligenza per infastidirmi.
Tu, invece, potresti essere tentato di farlo.
E allora ecco quello che ti offro. >>


Trovato.
È tutto talmente semplice, dopo, dopo che si è risolto l'enigma.
E poi non invisibile, ma travestito, come una creatura o un evento insignificante, che c'è, sì, ma che non vale la pena di considerare.
E sopra di questo un manto di oscurità, fitta come un sudario.
Un trucco, niente di più.
Eppure anche questo semplice trucco, quanto potere deve essere costato!
Ma è stato alla fine inutile.
E adesso è facile vedere gli errori, le imperfezioni nella realizzazione.
Molto potere, astuzia, ma poca abilità, probabilmente poca esperienza.
Lo sconosciuto comincia a rivelare il suo volto.


<< Io mi schiererò dalla tua parte, in questa guerra.
Indicami un nemico, ed io lo distruggerò per te.
Dammi un ordine, ed io lo eseguirò.
Chiedimi un miracolo, qualcosa che sia impossibile persino per te, ed io lo farò accadere davanti ai tuoi occhi.

Ma solo tre volte, come nelle fiabe.
Pronuncia il mio nome, ed io verrò a te.
Ma solo tre volte.


... poi, si tratta solo di leggere le tracce. Deboli, quasi impercettibili, ma presenti. Come segni nella sabbia, come refoli di vento, come semi.
Seguirne la scia, nel passato e nel futuro, fino a quando scompaiono nell'oscurità che lo sconosciuto ha usato per nascondere se stesso e il suo destino.
Tracciare i margini, i confini di quell'oscurità, senza perdere di vista i punti di riferimento, le coste conosciute, le stelle fisse, quegli eventi che hanno cambiato il destino di molti, forse di tutti.

E alla fine si comincia ad intravedere un senso, un disegno.
Che ruota attorno ad un punto, come un pianeta attorno ad un astro.
Quel punto è il motivo segreto dello sconosciuto.
La ragione della sua venuta, della sua maschera, della sua stessa esistenza...


<< In cambio io darò a te un ordine, uno solo.
Te lo darò adesso, e non ti chiedo nemmeno la tua parola che lo eseguirai.
Perché so quanto valga un tuo giuramento, Lord Noctifer.
Ma sappi che se dovrai venire meno a quanto ti chiedo, tornerò.
E allora vedremo se davvero qualcuno si alzerà a combattere per te. >>


... un punto che si estende come una vena segreta lungo la trama degli ultimi ventimila anni.
A malapena visibile, nascosto dietro il palcoscenico degli eventi, non certo attore, quanto piuttosto uno spettatore, silenzioso e non visto....

Ma è impressionante scoprire quanto si estenda l'influenza di questo oscuro spettatore.
Gli Elfi, gli Eroi, una profezia non ancora compiuta, Samaris, e lui stesso, Lord Noctifer....


<< Questo è il mio ordine: qualunque cosa accada, la vita di una persona non dovrà essere nemmeno sfiorata, da te o dal tuo avversario.
Nè per azione nè per omissione.
La vita e la salute di questa persona ti dovranno essere care più delle tue stesse.
Dillo ai tuoi servitori ignari, sussurralo alle tue ombre e agli assassini che vi si nascondono.
Niente e nessuno osi alzare la mano su quella persona.

Poiché la sua vita è mia e solo mia. >>


La figura è completa, adesso.
Manca solo il nome.
Ma è un nome che Lord Noctifer conosce bene.
Molto bene.


<< Il suo nome è.... >>


Eshmir.


<< Eshmir. >>
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Noctifer
Sire Tenebroso
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« Reply #11 on: 03 April 2009, 13:29:50 »

Un nome.
Eshmir.
Disegnato nei frattali nascosti, labirintico e contorto tanto da sfidare il meraviglioso palazzo dell' algebra.

Una cosa, riferitagli dai suoi segugi, ha colpito profondamente il Sire Tenebroso.

E adesso è facile vedere gli errori, le imperfezioni nella realizzazione.
Molto potere, astuzia, ma poca abilità, probabilmente poca esperienza.
Lo sconosciuto comincia a rivelare il suo volto.


Molto potere, astuzia, ma poca abilità, probabilmente poca esperienza.
Come un bambino.
Come un bambino a cui piacciono le fiabe.


La mente di Noctifer corre alla conversazione tra Kruezak il Drago ed Eshmir che ha appena udito.

Ricorda le parole precise dello psionicista.

Dormiva mentre io la supplicavo e la maledicevo. Dormiva mentre piangevo sul suo petto. Dormiva mentre le accarezzavo i capelli.
E dormiva quando sono entrato in lei.
Dormiva quando ha dato alla luce i nostri figli. 


Sei uno di quei figli, Erinykset ?

Nel plurale è insita una terribile minaccia che mette i brividi a Noctifer
La memoria corre ancora ai tempi antichi quando aveva rapito l'Incappucciato, fratello della Madre e di Xnoybis, tenendolo incatenato in un luogo ove il tempo scorreva come i torrenti d'estate dopo il disgelo.
E con lui aveva condiviso i misteri del Cosmo e della loro creazione avvenuta nello stesso momento, nel primo istante.
Segreti custoditi nel manto di un leopardo.
Ricorda le sue parole d'amore nei confronti della sorella, colei che era destinata a donare la Vita.

"Erinykset, una promessa è una cosa complessa, spesso tra le pieghe della sua dichiarazione è celato il tradimento.
Non voluto, magari, ma pur sempre un tradimento.
Ed anche il tradimento è una cosa complessa, io lo so.

Dimmi, Erinykset, se io non torcerò un solo capello di Eshmir, se i miei piani mai coinvolgeranno lo psionicista in nessun modo, se egli camminerà sempre su sentieri ben illuminati, se l'ombra mai calerà sulla sua persona, se tutto questo sarà mantenuto allora tu rispetterai la parola data?"

Noctifer guarda la maschera di ferro.

"Lo sa i come iniziano molte fiabe, Erinykset?
C'era una volta l'uomo nero ... tu non vorrai che inizi così anche questa fiaba."   
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La Rossa
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« Reply #12 on: 27 April 2009, 21:33:30 »

Nella notte scura e tiepida, una figura snella scivola silenziosa nel dedalo di vicoli che costituisce il cuore della città. La stretta falce di luna non riesce ad illuminare le pareti muffite e marce che si affacciano sui vicoli, ma la figura si muove agilmente e senza difficoltà.
Quando passa vicino ad una finestra illuminata, la fioca luce che la investe rivela il volto di una giovane donna pallida, dai lineamenti aguzzi e nervosi. I capelli sono di un rosso scarlatto, come sangue appena versato; metà del cranio é rasato.
Il volto, pallidissimo, é bello, di una bellezza strana e non appariscente, in qualche modo inquietante. Gli occhi, neri come il carbone, sono accesi di una cupa luce vacua, e si muovono veloci come quelli di un animale da preda, senza cercare nulla in particolare. La donna si morde inconsciamente il labbro inferiore, mostrando denti perfetti, candidi come la neve.
Indossa un pesante mantello di lana nera, sdrucito e macchiato in più punti, pantaloni di cuoio laceri e sudici stivali di pelle. Si muove nervosa, a scatti, ogni tanto si ferma tra un vicolo e l’altro, come ad ascoltare… ad annusare qualcosa.
Procede senza uno schema preciso, ed ogni tanto torna sui suoi passi, a cercare l’invisibile traccia perduta.

Improvvisamente, quasi presa alla sprovvista, si trova in mezzo ad una strada larga, illuminata dalle molte taverne e dai negozi ancora aperti. L’espressione sul suo volto cambia, è sorpresa, come se non si rendesse conto di dove si trova. Come se l’ampiezza, la luce e il rumore della strada l’avessero colta alla sprovvista. Fa un passo indietro, rifugiandosi tra le ombre del vicolo appena abbandonato, ed osserva immobile la strada e le persone che la percorrono.
Nei suoi occhi, la vacua luce lascia posto ad un lampo famelico, immediatamente sostituito dalla curiosità. La donna si gira alla sua destra, si sporge quasi strusciando lungo il muro, annusando l’aria.
Senza il minimo preavviso, si mette a correre, dei balzi lunghi e veloci, quasi come quelli di un lupo che insegue la sua preda. Corre veloce, sfiorando le persone per strada, senza urtare nessuno, senza emettere un suono.
Corre fino all’insegna di una locanda illuminata, la porta è aperta e ci sono pochi avventori.
Annusa un’ultima volta l’aria, si sporge all’interno della sala comune e dopo un attimo di esitazione entra lentamente. Il suo sguardo cupo vaga per la sala, indugiando su ogni persona che vi si trova. Gli astanti distolgono lo sguardo dalla nuova arrivata, a disagio.
Qualcuno si alza e si allontana, mentre la donna entra lentamente, cercando qualcosa, qualcuno non solo con lo sguardo… sembra usare ogni senso.

Ignorando i presenti, come un cane che segua la sua pista, si avvia lentamente lungo le scale della Locanda del Golfo Mistico.
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Erinykset
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« Reply #13 on: 29 April 2009, 23:07:21 »

<< No, Lord Noctifer.
Non mi basta.
Eshmir non deve morire. Non in questa guerra. Non ora. Non per mano tua o di chiunque altro.

Io non voglio che tu lo ignori.
Io voglio che Eshmir sia sempre presente nei tuoi pensieri, che tu non lo abbandoni mai, che tu lo protegga, lo difenda, che stenda la tua ombra su di lui come un mantello, che se mai una spada dovesse levarsi a colpirlo tu ponga il tuo corpo davanti a quella spada.
Forse moriranno in molti in questa guerra che state preparando, non mi importa.
Ma Eshmir non sarà tra questi.

E ricorda: il nostro non è un patto, non è una promessa o un accordo, non è un giuramento.
Io ti dico quello che tu farai, ed in cambio tu, per tre volte, potrai usare del mio potere come se fosse tuo.
Tutto qui.

Tu sei uno dei poteri di questo mondo, Lord Noctifer, lo so.
Il tuo nome è scritto a lettere di sangue in tutto quello che vedo e che sento intorno a me.
Tu sei il centro dell'universo, verrebbe da pensare, un gigantesco buco nero che esercita la sua forza invisibile da un capo all'altro della galassia. Nulla accade che non abbia la sua causa prima o il suo scopo ultimo in te.
Sembra che non sia dato altro destino che servirti o odiarti, magari tutte e due le cose insieme, e sempre, comunque, avere paura di te.

Esiste davvero un dio più grande di tutti gli altri, ed è un dio malvagio, gonfio di gelida furia e disprezzo.

Sai, mi piacerebbe tanto mettere alla prova il mio potere contro il tuo, Lord Noctifer, scoprire davvero se sei l'uomo nero, se sei l'incubo alla fine di ogni risveglio, o se sono io il più forte, il più forte di tutti.
Mi piacerebbe tanto.

Ma non adesso.
Altre cose vengono prima.
Per me e per te.

La vita di Eshmir per tre desideri, Lord Noctifer. >>
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Noctifer
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« Reply #14 on: 08 May 2009, 11:44:03 »

In silenzio, ogni parola pronunciata da Erinykset viene smembrata ed analizzata, donata ad una nebbia di esseri crepuscolari che affollano le Vie in attesa di un segno.
Cercano assonanze, collegamenti, significati palesi ed oscuri.
Cercano il luogo del tradimento.
Cercano quei golfi tenebrosi dove la luce delle parole non è arrivata.

Alla fine una frase viene estrapolata e donata all'eternità del buio:
Esiste davvero un dio più grande di tutti gli altri, ed è un dio malvagio, gonfio di gelida furia e disprezzo.

Potrebbe mentire.
Si, potrebbe.
E potrebbe non avere il potere di fare ciò che gli chiederò ma i miei agenti sono stati chiari, il suo potere, per quanto giovane, è immenso.
Potrebbe tradire. 


Un sorriso appena accennato.

Ne pagherebbe le conseguenze.

Alla fine un angolo buio tra le parole di Erinykset viene individuato.
Ancora una volta, necessariamente, dovrà essere riempito di significati.

<< Bene, Erinykset.
Le tue parole sono state chiare.
Un'ultima domanda, quando potrò pretendere la mia parte del patto?
Quando potrò usare il tuo potere?
Se questo fosse dopo la fine della guerra allora sappi che il Patto non sarebbe accettabile. >> 
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