I Semi dell'Orchidea
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I Semi dell'Orchidea  |  Realtà 3 - La Città dell'Orchidea  |  L'Artiglio del Drago (Moderator: Doro)  |  Topic: Un passo dopo l'altro Advanced search
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Locked Topic Topic: Un passo dopo l'altro  (Read 7579 times)
Evangelin
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« on: 12 February 2008, 10:03:31 »

Un passo dopo l'altro, che altro posso fare.
L'Artiglio del Drago, proprio una bella locanda, mi piace la musica e mi piacciono le luci soffuse delle candele.
Si, credo proprio che entrerò, magari qualcuno mi può aiutare.


Evangelin si stringe il lungo cappotto di lana nera di foggia militare e si raddrizza il cappello a cilindro, anch'esso nero, e poi si affaccia alla porta della locanda, timidamente, quasi avesse paura di disturbare.

<< E' permesso? Posso entrare?
Vorrei una birra, del cibo ed un'informazione. >>
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Vard
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« Reply #1 on: 12 February 2008, 10:04:04 »

Il calore della sala comune abbraccia la ragazza e la avvolge come una coperta morbida. Odori, colori e suoni sono caldi ed invitanti: il profumo dell'arrosto, la musica che dolce si leva dall'arpa di un bardo, le parole della canzone che si spiegano sinuose di fronte al fuoco che crepita nel grandissimo camino sulla parete di fondo, il sorriso dell'oste, un omone grande come un armadio, calvo, rubicondo, gioviale. Accoglie la ragazza con una grassa risata e l'accenno di un inchino.
<< Ahr ahr ahr! E chiedete permesso!? Da quando in qua si chiede il permesso di entrare in una taverna? >> alcuni degli avventori si girano verso l'ingresso, sorridono alla ragazza vestita di nero. Qualcuno leva il calice alla sua salute, poi si rituffano nella conversazione e nelle scommesse. I dadi rotolano veloci sul tavolo di legno massiccio.
<< E che taverna, poi! Avete scelto la migliore, signorina. La birra e' la migliore di tutta la citta': bionda, nera, rossa, bella e buona come le donne. Del cibo poi non ne parliamo, e' mia moglie che se ne occupa: una cuoca da fare invidia agli Dei. Stasera abbiamo zuppa di fagioli, arrosto di cinghiale e verdure alla brace. Per dolce, signorina, la ricetta segreta di mia moglie. Ma entrate, accomodatevi! Cosa fate ancora sulla porta!>>
L'oste abbraccia con lo sguardo la grande stanza, adorna di tende rosso scuro. La sala comune e' densa di fumo, profumi di spezie e tabacco si fondono tra i tavoli affollati, mentre le voci di uomini e donne risuonano come il brusio di un calabrone troppo grande. La musica riprende, qualcuno si mette a ballare davanti al camino e presto il ritmo e' scandito da forti battiti di mani. Dai fischi e dagli applausi, deve trattarsi della danza di una bella donna.
<< Informazioni, dicevate?>> la voce dell'oste si e' fatta ora piu' bassa, quasi un sussurro, mentre accompagna la ragazza ad un tavolo abbastanza tranquillo, e si offre di prenderle il cappottone. << Anche per quello avete scelto bene, signorina. Che genere di informazioni vi interessano?>>
Di fianco al tavolo della ragazza, dei mercenari sono presi dai dadi, i soldi tintinnano sul tavolo e le esclamazioni farebbero arrossire un allevatore di porci.
Dall'altro lato una ragazzina bionda sorseggia una coppa di vino, assorta nei suoi pensieri, abbastanza lontana da non udire le parole dell'oste.
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Evangelin
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« Reply #2 on: 12 February 2008, 10:07:01 »

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Evangelin fa un passo timido all'interno della locanda attirata dal faccione amichevole dell'oste.

Che bello qui! La musica, i profumi, la gente! Ma guarda quanta gente!

Per un attimo sembra scordarsi di quello che deve fare, attirata irresistibilmente dalla piacevole atmosfera dell'Artiglio poi si riprende e torna a guardare l'oste.

<< Mi scusi, signore. Non sono mai stata in una locanda. >>
Si toglie il pesante cappotto e il cappello e li offre all'omone, al fianco dell'armatura di cuoio scintillano due spade corte.
Lo segue tra i tavoli osservando incantata le persone che giocano a dadi ed ascoltando la musica e si siede al tavolo accando alla ragazza bionda.

<< Vorrei un bel bicchiere di birra scura e della carne, poco cotta se possibile.
Riguardo alle informazioni, ho soltanto un nome ed una pergamena da consegnare.>>

Guarda l'oste intensamente cercando di coglierne ogni minima emozione, abbassa ancor di più la voce:
<< Il nome è Tharkin e la pergamena è questa.>> dice, mostrando un piccolo dispaccio arrotolato e chiuso da un complicato sigillo su ceralacca rossa.
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Vard
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« Reply #3 on: 12 February 2008, 10:07:26 »

<< Birra scura e carne poco cotta. Ai vostri ordini, signorina.>>
L'oste fa un leggero inchino pulendosi le mani nel lungo grembiule, e sorride alla ragazza con slancio. Abbassandosi osserva con attenzione il sigillo sulla pergamena: << Non temete, sapro' servirvi tutto cio' che desiderate.>>

Allontanandosi si ferma un istante a pulire il tavolo della ragazzina bionda, portandosi via il calice vuoto, poi scompare facendo gran voce in cucina.
Dall'angolo del camino, dietro ad un folto capannello di avventori, lo scrosciare degli applausi indica che la danza e' finita. Poco dopo, la musica torna a levarsi lieve nell'aria densa, un canto lento e triste, dolcissimo.

Quando torna al tavolo della ragazza, l'oste porta con se' un piatto pieno di arrosto fumante, al sangue, accompagnato da patate e cavoli. Poggia quindi un boccale di birra sul tavolo, da cui cola abbondante la schiuma. Infine, serve un piccolo calice di cristallo, affuoslato e decorato con fiori e foglie dorate. All'interno, un vino frizzante e fresco, che ha coperto di condensa il bicchiere.
<< Questo, signorina, e' un piccolo omaggio della padrona di casa>> dice piano con un largo sorriso, accennando con gli occhi al tavolo vicino.

La ragazza bionda, che ora sta guardando verso Evangelin, le sorride gentilmente, alzando e portando alle labbra un calice identico a quello che si trova al suo tavolo. Il sorriso abbraccia anche gli occhi, che la scrutano attenti e curiosi.

Uno, e' verde come un lago di montagna; l'altro, nero come la morte.
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Evangelin
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« Reply #4 on: 12 February 2008, 10:12:16 »

Evangelin sorride all'oste che gli porge birra e carne:
<<grazie, grazie molte, sembra tutto così buono. >> poi si girà a guardare la ragazza bionda seduta a qualche metro da lei.

Prende in mano il calice di cristallo e fa per ricambiare il brindisi ma poi si alza di slancio e va verso il suo tavolo:
<< Mia signora, sarebbe un grande onore se si unisse a me in un brindisi al mio tavolo.
Sono appena arrivata in città, non conosco ancora nessuno e vorrei tanto scambiare due parole con qualcuno. >> dice tutto di un fiato, dopo aver accennato un inchino.
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Doro
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« Reply #5 on: 12 February 2008, 10:12:46 »

Il sorriso sul volto della ragazza si allarga a scoprire i denti, piccole perle bianche. Un canino d’oro riflette la luce del fuoco nel camino. Gli occhi brillano compiaciuti, ed i riccioli biondi come il grano ne incorniciano il viso sottile.
<< E’ mio il piacere di tenerti compagnia stasera.>> dice la ragazza con voce cristallina.
Si alza per raggiungere Evangelin al suo tavolo, si muove sinuosa tra il frusciare della seta. La blusa che indossa si allarga in uno scollo molto profondo, le numerose collane tintinnano argentine. Nonostante il tacco degli stivali, é molto bassa, dalla figura sottile. Potrebbe avere sedici, forse diciotto anni.

Il tintinnare dei bicchieri si aggiunge alla confusione della locanda, e la ragazza si accomoda sulla panca, di fronte ad Evangelin. Beve in un sorso il vino spumeggiante, e torna a guardare con interesse la sua compagna.
<< Il mio nome è Doro. Questa è la mia locanda e stasera tu sei mia ospite. Farò preparare per te la stanza migliore, se vorrai fermarti qui a dormire.>>

Le dita di Doro tamburellano sul legno scuro del tavolo, porta guanti di colore diverso, blu e rosso. Molti anelli d’oro e pietre preziose spiccano sulla pelle colorata dei guanti, mentre i bracciali e le fascette che le decorano i polsi risuonano metallici sul ripiano del tavolo imbandito.
<< L’oste dice che hai accennato ad una pergamena da consegnare>> gli occhi di Doro scattano sul sigillo di ceralacca che chiude il piccolo rotolo di carta. Per un istante, ricordano gli occhi di un gatto che ha visto il topo.
<< E che hai parlato di Tharkin>> la sua voce si fa quasi un sussurro, le mani corrono a cercare uno dei tanti pendagli, mentre lei si sporge verso Evangelin. << Ti manda lui?>>

Un leggero movimento sulla panca al fianco di Doro, un furetto le sale in braccio e si accoccola sulle sue gambe, squadrando Evangelin con occhi neri come il carbone.
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Evangelin
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« Reply #6 on: 12 February 2008, 10:13:15 »

Evangelin rimane per un attimo incantata a guardare Doro muoversi elegante tra i tavoli della locanda, rimane soprattutto colpita dagli sguardi deferiti che le lanciano gli avventori.
<< Mi perdoni, mia signora Doro, non mi sono presentata, il mio nome è Evangelin e sono appena arrivata in città.>>

Torna a guardarsi intorno lasciando che i suoni ed i profumi del locale le riempiano i sensi:
<< La sua locanda è bellissima e la ringrazio per l'invito ma ancora non mi sento pronta per dormire in un luogo così affollato e poi ho già un posto dove stare.
Ma lei, mia signora, se avesse bisogno dei miei servigi, dovrà soltanto lasciare cadere un sasso nel pozzo di fronte alla locanda ed io sarò qui.>>

Stacca con le mani un piccolo pezzo della carne succulenta che Vard le ha portato e lo porge al furetto che la osserva silenzioso poi si pulisce e prende la pergamena passando le dita sul sigillo rosso sangue.


<< Si, mia signora, Vard le ha riferito bene, ho una pergamena da consegnare a Tharkin. >>
Silenzio, Evangelin si sporge verso Doro per coglierne i sussurri, anche il suo tono di voce si abbassa.
<< Ma io non so chi sia Tharkin! Sono arrivata qui col suo nome sulle labbra e questa pergamena in mano ma non so chi esso sia!>>
Torna a guardarsi intorno, l'espressione dei suoi occhi si fa quasi spaventata:
<< Io non so niente di tutto ciò!>> allunga la mano e porge la pergamena a Doro << lei puà aiutarmi, mia signora?>>
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Doro
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« Reply #7 on: 12 February 2008, 10:13:58 »

Il furetto si lecca i baffi dopo aver assaggiato la carne, poi si sistema in grembo a Doro, continuando a fissare la ragazza senza batter ciglio.


<< Lascia stare i mia signora, Evangelin.>> gli occhi di Doro si stringono e si fanno freddi, fissi in quelli spalancati della ragazza di fronte a lei.
<< Un sasso nel pozzo eh?
Non sai chi sia Tharkin.
E ora mi dirai che non sai nemmeno chi ti manda, e perché.>>

Le labbra sottili si piegano in un sorriso, poi si tendono ancora a scoprire i denti candidi, in una sorta di ringhio.
<< E secondo te dovrei far correre al mio amico Tharkin il pericolo di incontrarti, senza sapere chi tu sia, da dove vieni e perché? Che garanzie mi offri, Evangelin? La dolcezza dei tuoi sguardi? Il Suo sigillo sulla pergamena?
Per quanto ne so, potresti anche averlo falsificato, e sempre per quanto ne so potresti voler incontrare Tharkin per ucciderlo.>>

Gli occhi di Doro ammiccano alle spade ai fianchi della ragazza. Poi si versa un altro bicchiere di vino spumeggiante, lo porta alle labbra e lo assapora lentamente.
Quando guarda nuovamente la sua ospite, il suo sguardo è nuovamente gentile e amichevole.
<< Ma io non credo che tu sia un’assassina.
Dimostrami che mi posso fidare di te, Evangelin, e farò venire qui Tharkin domani sera.>>
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Evangelin
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« Reply #8 on: 12 February 2008, 10:15:34 »


Evangelin scatta in piedi arrossendo, nella foga la sua sedia cade per terra attitando l'attenzione degli avventori più vicini al suo tavolo.

<< Mia sign ... Doro! Io non ho proprio nulla da dimostrare! Tutto quello che ho detto corrisponde alla verità. Non so chi sia Tharkin, non so chi mi mandi, non so cosa significhi questo sigillo!
Vi giuro che questo è tutto.>>

Poi i suoi occhi si fanno leggermente più duri e il tono di voce si abbassa.

<< Per quanto riguarda questa pergamena>> dice portandosi l'oggetto al petto << troverò un'altra maniera per consegnarlo a Lord Tharkin. Ci saranno altre locande in questa città altrimenti mi metterò ad urlare il suo nome in mezzo alla piazza principale, qualcuno risponderà.
Non ho altro da aggiungere.>>

Rialza la sedia caduta e fa un profondo inchino a Doro:
<< Arrivederci Doro, a presto.>>

Cerca in un piccolo borsellino di pelle dal quale tira fuori alcune monete di foggia alquanto strana, ne sceglie una d'oro e l'appoggia sul tavolo, si gira sui tacchi e si dirige verso Vard.
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Doro
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« Reply #9 on: 12 February 2008, 10:16:01 »

Quando Evangelin si gira per andarsene, Doro la prende dolcemente, ma fermamente, per un braccio. La mano, guantata di rosso, è calda, la presa salda e sicura.
<< Aspetta, Evangelin>> il suo tono é pacato, amichevole. Le sorride, e con lo sguardo la invita a sedersi.
<< Non volevo offenderti... Scusami. Resta, ti prego. Ti ho già detto che stasera sei mia ospite.>>
Doro spinge verso Evangelin la moneta d’oro, facendola scivolare sul piano del tavolo.
Accarezza dolcemente il furetto, che sembra quasi interessato al dischetto d’oro sul tavolo, e continua: << Devi capirmi, non posso fidarmi di chiunque entri qui... >> alza lo sguardo, puntando gli occhi in quelli di Evangelin. << Dovevo chiedertelo, valutare la tua reazione...
 Tu non sei chiunque.>>
La pausa di Doro è riempita dalla musica, dall’odore acre del fumo e dai colori degli abiti degli altri avventori. La luce illumina morbida il suo volto, quando lei riprende a parlare.
<< Voglio fidarmi di te. Sento che è la cosa giusta da fare.
Domani sera Tharkin sarà qui, e potrai consegnarli la pergamena di persona.>>
Le dita di Doro giocherellano con la moneta, la fa girare velocemente sul tavolo, tanto che pare una sfera dorata, poi la prende e la osserva a lungo.
<< Resta, Evangelin, fammi un po’ di compagnia.
Resta, e raccontami la tua storia.>>
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Evangelin
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« Reply #10 on: 12 February 2008, 10:16:32 »

Evangelin sorride.
Ogni suo muscolo si rilassa, la luce danzante delle candele illumina a mala pena i suoi lineamenti di nuovo distesi, torna a sedersi ed appoggia la pergamena esattamente in mezzo a loro due.
<< Le tue parole mi fanno molto bene, Doro.
Capisco perfettamente ogni tuo dubbio perchè sono li stessi che alimentano il mio cuore, non ho assolutamente nessun ricordo di quale fosse la mia vita prima di entrare in questa locanda.>>
Torna a guardare gli avventori intorno a se.
Uomini e donne di ogni razza, vestiti di stoffa cangiante, armature arrugginite, lame che riflettono sinistramente le luci baluginanti.
<< Conosco un nome, non posso dire che me lo ricordi, lo conosco e basta e questo nome è Tharkin.
Se qualcuno mi chiedesse chi sono i miei genitori risponderei, senza pensarci, che ho due padri ma poi >> la sua voce si abbassa come se si vergognasse di quello che sta per dire << ma poi dovrei aggiungere che uno è morto e che l'altro non è mai esistito e tutto ciò è, ovviamente, follia.>>

Prendo in mano il calice di liquore e ne bevo un lungo sorso, ne avevo bisogno.
Con la coda dell'occhio cerco di cogliere delle emozioni sul viso della misteriosa ragazza che si fa chiamare Doro.


<< Ma che ci devo fare? Non posso fare altro che andare avanti, cercare di consegnare questa pergamena e capire chi sono.>>
Dice tornando ad appoggiarsi allo schienale della sedia.

<< Ma tu perchè hai detto che non sono chiunque? Sembri sapere di chi sia il simbolo sulla pergamena.>>
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Doro
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« Reply #11 on: 12 February 2008, 11:28:37 »

Quando Evangelin torna a sedersi, Doro le sorride contenta, con un’espressione di amichevole curiosità dipinta sul volto, e riempie nuovamente entrambi i bicchieri di quel vino leggero, fresco e frizzante.
Il furetto allunga una zampetta a toccare la moneta d’oro, ci gioca per qualche secondo, poi pare perdere interesse e torna ad acciambellarsi, chiudendo gli occhi. Doro lo gratta distrattamente dietro le orecchie, mentre continua a parlare.
La sua voce è cristallina, il suo sguardo guizza tra il volto di Evangelin e le sue spade, la pergamena, i suoi occhi, le persone che arrivano e lasciano la taverna, il bardo che, dopo una breve pausa, un boccale di birra e due chiacchiere con Vard, ha ripreso a suonare motivi allegri e coinvolgenti.

<< Può darsi che sia follia, può anche darsi che sia magia, o che sia semplicemente la verità. Ho conosciuto più di una persona che aveva alle spalle una storia incredibile. Spero che riuscirai a riscoprire il tuo passato, se è questo che vuoi. >>

Vard si avvicina al tavolo, lo ripulisce e vi appoggia un’altra caraffa di vino e un’altra birra scura. La schiuma scende leggera lungo le pareti del boccale di peltro. Vicino, posa una ciotola di cubetti di formaggio e un vassoio con della frutta, poi si allontana discretamente.
Poco per volta, la grande sala si sta svuotando, e la musica del bardo è ora lenta e rilassante. Non ci sono più danze, e molti tavoli sono vuoti. Alcuni mercanti con i loro servitori si avviano verso i piani superiori, il tavolo coi mercenari che giocavano a dadi è ora occupato da un solo soldato, che sta dormendo con la testa appoggiata sul tavolo. Vard lo scuote e lo accompagna alla porta con decisione.

<< Per quanto riguarda il sigillo, sì, lo conosco.
È di Sandman.>>
Gli occhi di Doro si fissano sul piccolo sigillo di ceralacca, come persi a ricordare qualcosa. La sua voce ora è piú fredda, quando calma si rivolge di nuovo ad Evangelin.
<< Ho lavorato per lui, diversi anni fa. In un altro luogo. Quell’avventura ha rischiato di distruggere la mia integrità mentale... non conservo bei ricordi di quei momenti.
Ma è molto tempo che non lo incontro.>>
Si porta alle labbra il calice, poi aggiunge con gentilezza: << Sandman è il Signore dei Sogni. È una persona molto... influente. E ha molto potere. Forse, lui potrebbe aiutarti a capire chi sei.>>
Il fuoco ruggisce nel camino, che occupa quasi l’intera parete sul fondo della sala, non c’è piú musica e il rumore delle voci si è ridotto ad un chiacchiericcio. Il bardo sta contando delle monete d’argento, due viaggiatori siedono in un angolo, indecisi se passare la notte lì o meno, e un nobile, in compagnia di due ragazze, discute animosamente con un cavaliere ad un grande tavolo d’angolo.
Vard lucida bicchieri dietro il bancone, gli occhi sornioni che guizzano da un tavolo all’altro, pronto ad accompagnare alla porta il prossimo cliente che deciderà di andarsene -o che dovrà essere convinto ad andarsene.

Doro vuota il calice in un sorso, poi si alza e porge la mano ad Evagelin. << Vieni qui domani sera all'ora di cena.>>
Il furetto si struscia sulla gamba di Evangelin, prima di sparire dietro ad una tenda verde.
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Evangelin
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« Reply #12 on: 12 February 2008, 11:29:04 »

Evangelin finisce di bere e poi si alza per salutare Doro.
<< Ci sarò >> le dice stringendole la mano << A domani, Doro. >>

Raccoglie le sue cose da Vard, indossa il cappotto ed esce nell'oscurità verso il pozzo in mezzo alla piazza.
Osserva per un attimo il bosco oscuro, in lontananza la luna illumina le punte argentate di alcune betulle come fossero guglie di un tempio.
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Vard
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« Reply #13 on: 12 February 2008, 11:29:34 »

La sera é quasi calda, afosa, le nuvole coprono il cielo senza lasciarne libero nemmeno un frammento, basse e scure, ed una pioggerella fastidiosa rende il selciato viscido e scivoloso.
Dall’Artiglio del Drago provengono voci e musica, ovattate e chiuse dietro la pesante porta di legno. Quando si apre per far passare la ragazza, la notte è investita da una luce dorata, calda, densa di suoni ed odori, poi la strada torna buia, sgradevolmente umida e deserta.

<< Bentrovata, signorina! Felice di vedervi, volete darmi il cappotto? Prego, prego, accomodatevi, da questa parte!>>
Vard accoglie Evangelin sulla porta, la circonda di sorrisi e buon umore, la guida, come in una danza, verso una porta nascosta da una tenda verde. Spalanca il passaggio con gentilezza, e invita la ragazza a scendere. La scala dietro la porticina di legno è stretta, poco illuminata da una fiaccola.
<< Doro vi aspetta, la porta è aperta, prego, andate!>>

La porta in fondo alla scala è decorata con incisioni e istoriata d’oro. La maniglia e la serratura hanno la forma di uno strano viso. È accostata.

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Doro
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« Reply #14 on: 12 February 2008, 11:29:59 »

La porta di legno lavorato gira sui cardini senza produrre alcun rumore, leggera come un sospiro. Dietro ad essa, una ricca sala in cui troneggia un grande tavolo di legno massello circondato da sedie, e mobili pieni di bicchieri di cristallo, piatti di porcellana finissima e posate d’argento. La tavola è apparecchiata per tre persone, la stanza illuminata da numerosi candelabri e dal fuoco che crepita nell’enorme camino in fondo alla stanza. L’ambiente è caldo e confortevole, tende pesanti chiudono le finestre, due grandi arazzi di seta decorano le pareti. Sono rappresentate scene di caccia e motivi floreali.
Di fronte al camino, con in mano un calice di vino rosso, Doro e un uomo si girano a guardare Evangelin.
<< Sono felice di poterti ricevere nelle mie stanze, Evangelin. Questi è l’uomo che volevi incontrare, Tharkin di Samaris, the Shadebinder.>>


L’uomo, alto e magro, si gira e fa un leggero inchino ad Evangelin, sollevando il calice in segno di saluto. È un uomo abbastanza giovane, dalla pelle chiara e lunghi capelli scuri raccolti in una coda sulla nuca. Gli occhi nocciola sono profondi e leggermente infossati, una barba curata incornicia il viso dal taglio squadrato. Ha il naso lievemente storto, la bocca sottile, mani affusolate, dalle unghie curate.
<< Doro mi ha parlato del vostro incontro di ieri sera. Sono onorato di poterti conoscere di persona.>>
Dice avvicinandosi ad Evangelin. Indossa una camicia sotto la giacca verde scuro, di morbida lana ricamata sulle maniche e sul collo da piccole volute color crema. La sua voce è profonda ed importante, ma parla con tono gentile ed amichevole.
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